Stipendio non pagato: cosa fare?

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Introduzione

Stipendio non pagato: ecco cosa fare.

A fine mese hai ricevuto la busta paga ma non il bonifico sul tuo conto? Vuoi sapere cosa fare? Ti aiutiamo noi.

Prima regola: niente panico

Il diritto alla retribuzione è un diritto fondamentale del fondamentale perché indispensabile per il sostentamento del lavoratore e della sua famiglia.

Pertanto, nel caso in di mancato pagamento dello stipendio è importante reagire subito e nel modo migliore.

Per questa ragione, la prima regola è niente panico!

Infatti, il nostro ordinamento mette a disposizione del lavoratore alcuni potenti strumenti di tutela, che andremo ad illustrare.

Quando si può richiedere il pagamento dello stipendio?

In primo luogo, è necessario chiarire quando il lavoratore può richiedere il pagamento dello stipendio al proprio datore di lavoro.

In linea generale, il diritto alla retribuzione matura alle singole scadenze previste dal contratto. Di solito la cadenza è mensile.

Il lavoratore quindi può richiedere lo stipendio non pagato da tale momento.

Altra questione è: fino a quando il lavoratore può chiedere il pagamento dello stipendio non pagato?

Il diritto si prescrive nel termine di 5 anni dalla interruzione del rapporto di lavoro (se vuoi approfondire l’argomento clicca qui).

Richiesta stragiudiziale di pagamento

In caso di mancato pagamento dello stipendio, la prima cosa da fare è rivolgersi ad uno specialista del settore (sindacato o a un avvocato).

L’avvocato, se sussistono i presupposti, può inviare al datore di lavoro una lettera di diffida ad adempiere che ha una duplice funzione.

Infatti, con tale lettera l’avvocato, da un lato, intima al datore di lavoro di effettuare il pagamento il prima possibile e, dall’altro, lo mette in mora rispetto al mancato pagamento dello stipendio.

Tale lettera, oltre alla funzione stragiudiziale di richiesta di pagamento, ha anche una funzione processuale.

Infatti, il Giudice potrà valutare il mancato pagamento, nonostante la diffida ad adempiere, come comportamento contrario a buona fede.

Per tali ragioni, la lettera di messa in mora redatta da un avvocato spesso si rivela uno strumento poco costoso e molto persuasivo per ottenere il pagamento dello stipendio.

Cosa fare se il datore di lavoro continua a non pagare?

Se il datore di lavoro, nonostante la diffida ad adempiere dell’avvocato, continua a non pagare, un altro strumento molto utile di cui il lavoratore può avvalersi è il decreto ingiuntivo.

Infatti, il lavoratore assistito da un avvocato può proporre ricorso al giudice del lavoro per ottenere un decreto ingiuntivo contro il datore di lavoro in tempi brevi e costi contenuti.

Vediamo cosa è il decreto ingiuntivo e come funziona.

Cosa è il decreto ingiuntivo e come funziona?

Il decreto ingiuntivo è un provvedimento emesso dal giudice quando ci sono prove documentali della esistenza di un credito.

Nell’ambito del diritto del lavoro, per ottenere il decreto ingiuntivo, l’avvocato deve proporre ricorso al Giudice del lavoro competente allegando il contratto di lavoro e le buste paga non pagate.

Se il lavoratore ha un reddito familiare complessivo inferiore € 34.107,72, non dovrà sostenere i costi relativi al pagamento del Contributo Unificato (tassa per introdurre il ricorso) e le spese di notifica.

Per usufruire di tale esenzione il lavoratore deve sottoscrivere una auto-dichiarazione che verrà depositata unitamente al ricorso.

Inoltre, se il lavoratore decide di rivolgersi ai nostri avvocati convenzionati non dovrà neppure sostenere le spese legali, che saranno poste a carico del datore di lavoro da parte del Giudice con il decreto (per contattarci clicca qui).

Una volta depositato il ricorso, il Giudice verificherà i presupposti di legge ed emanerà il decreto.

Una volta emesso il decreto, l’avvocato dovrà notificarlo alla controparte, richiedendo l’immediato pagamento della somma e delle spese legali.

Il datore di lavoro avrà 40 giorni di tempo per pagare o proporre opposizione, introducendo un giudizio ordinario.

L’opposizione nella maggior parte dei casi viene proposta dal datore di lavoro solo quando lo stesso ha delle ragioni da far valere nei confronti del lavoratore.

Altrimenti, il datore di lavoro, per non sostenere ulteriori costi, paga immediatamente.

Se invece il datore di lavoro non si oppone e non paga entro il termine di 40 gironi, il decreto passerà in giudicato e potrà essere utilizzato come titolo esecutivo per intraprendere l’esecuzione forzata.

E nel caso di TFR non pagato?

La stessa procedura può essere seguita dal lavoratore nel caso di mancato pagamento del trattamento di fine rapporto o TFR.

Quali sono i costi e i tempi per ottenere un decreto ingiuntivo?

Per quanto riguarda i costi bisogna dire che, se non sussistono i presupposti per la esenzione, il lavoratore dovrà sostenere solo i costi di iscrizione a ruolo del ricorso: marca da bolo da 27 euro e il contributo unificato (tassa commisurata sulla base dell’importo del credito).

I tempi possono variare da tribunale a tribunale, ma in media dal deposito del ricorso il decreto ingiuntivo viene emesso in circa 30 giorni lavorativi.

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