Stipendio non pagato: cosa fare?

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Introduzione

Stipendio non pagato: ecco cosa fare.

A fine mese hai ricevuto la busta paga ma non il bonifico sul tuo conto? Vuoi sapere cosa fare? Ti aiutiamo noi.

Prima regola: niente panico

Lo stipendio è fondamentale per il sostentamento della famiglia e se viene pagato in ritardo o non pagato può costituire un problema.

In questi casi non bisogna però farsi prendere dal panico, ma affrontare la questione con lucidità. Infatti, l’ordinamento mette a disposizione del lavoratore alcuni interessanti strumenti.

Quando si può richiedere il pagamento dello stipendio?

Il diritto matura alle scadenze previste dal contratto.

Il lavoratore quindi può richiedere lo stipendio non pagato da tale momento, quindi può richiesto il pagamento.

Il diritto poi si prescrive nel termine di 5 anni dalla interruzione del rapporto di lavoro (se vuoi approfondire quando si prescrivono gli arretrati clicca qui).

Richiesta stragiudiziale di pagamento

Un primo tentativo che si può fare è quello di rivolgersi al sindacato o a un avvocato (se vuoi richiedere il pagamento attraverso uno dei nostri esperti: clicca qui) al fine di richiedere formalmente alla azienda il pagamento.

La lettera di un avvocato spesso è uno strumento poco costoso e molto persuasivo.

Cosa fare se il datore di lavoro continua a non pagare?

Se il datore di lavoro, nonostante la diffida ad adempiere dell’avvocato, continua a non pagare, la via giudiziale è la soluzione migliore.

Infatti, il lavoratore assistito da un avvocato può proporre ricorso al giudice del lavoro per ottenere un decreto ingiuntivo contro il datore di lavoro in tempi brevi e costi contenuti.

Cosa è il decreto ingiuntivo e come funziona?

Il decreto ingiuntivo è un provvedimento emesso dal giudice quando ci sono prove documentali della esistenza di un credito.

Per ottenere il DI, l’avvocato deve proporre ricorso allegando il contratto di lavoro e le buste paga non pagate.

Quindi, il giudice, verificati i presupposti di legge, emanerà il DI che dovrà essere notificato al datore di lavoro.

Il datore di lavoro avrà 40 giorni di tempo per proporre opposizione, introducendo un giudizio ordinario dinanzi (tale ipotesi si verifica solo quando il datore di lavoro ha delle ragioni da far valere nei confronti del lavoratore).

Se invece non si oppone, il decreto passerà in giudicato e potrà essere utilizzato come titolo esecutivo per ottenere il pagamento in via coattiva.

E nel caso di TFR non pagato?

La stessa procedura può essere seguita dal lavoratore nel caso di mancato pagamento del trattamento di fine rapporto o TFR.

Quali sono i costi e i tempi per ottenere un decreto ingiuntivo?

Per quanto riguarda i costi bisogna dire che, oltre al costo della assistenza legale (che può essere anche a carico della controparte e quindi gratuita per il lavoratore: clicca qui), il lavoratore dovrà sostenere solo i costi di iscrizione a ruolo del ricorso: marca da 27 euro e il contributo unificato (tassa) il cui costo varia a seconda del valore della causa (a partire da 40 euro). Per le categorie più disagiate è prevista una esenzione totale.

I tempi possono variare da tribunale a tribunale, ma in media dal deposito del ricorso il decreto ingiuntivo viene emesso in circa 30 giorni lavorativi. Dopodiché il DI dovrà essere notificato al datore di lavoro che avrà 40 giorni per proporre opposizione prima che diventi definitivo ed esecutivo.

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