Stipendi non pagati: quando si prescrivono?

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Introduzione

Non ti hanno pagato uno o più stipendi e ti stai chiedendo quando si prescrivono gli stipendi non pagati? Vuoi sapere cosa è la prescrizione e quando si prescrivono gli stipendi non pagati (o il TFR e le altre indennità)?

Questo breve e semplice articolo ti illustrerà cosa è la prescrizione, quando opera per gli stipendi, TFR e le altre indennità e come evitarla.

Cosa è la prescrizione e come opera?

Prima di tutto dobbiamo vedere cosa è la prescrizione e come opera.

La prescrizione significa che un diritto (come può essere quello a ricevere il pagamento dello stipendio) si estingue perché il titolare (il lavoratore) non lo ha esercitato entro il termine previsto dalla legge.

Facendo un esempio si può dire che la prescrizione è la data di scadenza di un diritto.

Quando si prescrivono gli arretrati?

Gli stipendi arretrati si prescrivono di norma in 5 anni. L’art. 2948 c.c. prevede, infatti, che il termine di prescrizione è il quinquennio per “tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi”. 

Da quando decorre la prescrizione degli arretrati?

La prescrizione, secondo quanto previsto dalla giurisprudenza, decorre dal momento in cui il rapporto di lavoro è cessato. Quindi, la prescrizione non inizierà a decorrere dalla scadenza prevista per il pagamento dello stipendio, ma dal momento in cui il rapporto di lavoro si è concluso.

Quando si prescrivono i crediti da lavoro straordinario?

La prescrizione quinquennale si applica anche ai crediti da lavoro straordinario e inizia a decorrere dalla cessazione del rapporto di lavoro.

Quando si prescrive il TFR?

Il TFR (c.d. trattamento di fine rapporto), anche se non viene pagato periodicamente e non rientra nella previsione dell’art. 2948 c.c., si prescrive in cinque anni.

Quando si prescrive la indennità sostitutiva di preavviso?

Anche la indennità sostitutiva di preavviso si prescrive in 5 anni.

Come interrompere la prescrizione?

La prescrizione può essere interrotta con l’esercizio del diritto da parte del titolare.

Quindi, nel caso del lavoratore potrà agire sia per via stragiudiziale, chiedendo al datore di lavoro di pagare quanto dovuto con uno strumento idoneo quale raccomandata a/r o lettera dell’avvocato (sicuramente più efficace). La via giudiziale invece prevede l’introduzione di un giudizio per richiedere il pagamento del dovuto. Se desideri essere messo subito in contatto con un avvocato clicca qui (la consulenza è gratuita).

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