Recupero dello stipendio: 3 cose da sapere

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Recupero dello stipendio: introduzione

Spesso il lavoratore, suo malgrado, è costretto a fronteggiare l’inadempimento del proprio datore di lavoro che non paga lo stipendio alle scadenze previste.

Quindi, per affrontare al meglio questa situazione è importante sapere 3 cose fondamentali per il recupero dello stipendio, che di seguito andiamo ad esporre.


1. La busta paga fa piena prova contro il datore di lavoro

La prima cosa da sapere è che la busta paga in cui è indicato l’importo dovuto al lavoratore come stipendio (o come TFR) fa piena prova contro il datore di lavoro.

Infatti, la busta paga è predisposta dal datore di lavoro stesso e consegnata al lavoratore.

Quindi, se non pagata, al valore probatorio di un vero e proprio riconoscimento di debito.

Ne consegue che il lavoratore, nel caso in cui sia costretto ad adire il Giudice del Lavoro, potrà limitarsi a produrre le buste paga per chiedere l’emissione di un decreto ingiuntivo contro il datore di lavoro.

Per questa ragione è fondamentale che ogni lavoratore a cui non sia stato pagato lo stipendio, faccia richiesta formale sia al datore di lavoro di consegna della busta paga.

Questo è un diritto del lavoratore e il datore di lavoro è obbligato a consegnare tale documento al richiedente.

(Se desideri approfondire l’argomento: cosa fare se il datore di lavoro non paga lo stipendio, ti consiglio questo articolo).


2. Prescrizione dello stipendio non pagato

Secondo l’art. 2948 c.c. i pagamenti periodici si prescrivono in cinque anni.


Tra i pagamenti che debbono essere fatti periodicamente rientra anche lo stipendio che, quindi, si prescrive in un quinquennio.

Ora resta da stabilire da quando il termine inizia a decorrere, se dal momento in cui è dovuto il pagamento o da quando cessa il rapporto di lavoro.

La soluzione è diversa a seconda che il datore abbia più o meno di quindici dipendenti.

Se ha meno di quindici dipendenti il termine decorre dalla cessazione del rapporto di lavoro.Altrimenti, per i dipendenti di aziende con più di quindici addetti, il termine decorre dalle singole scadenze.

(Se desideri approfondire l’argomento, puoi leggere anche: quando si prescrivono gli stipendi non pagati?).


3. Strumenti di tutela del lavoratore

L’ordinamento mette a disposizione diversi strumenti per tutelare il lavoratore che intenda recuperare lo stipendio non pagato.

Infatti, come detto, il lavoratore può ottenere un decreto ingiuntivo contro il datore di lavoro, producendo semplicemente le buste paga non pagate.

Se, invece, il lavoratore non è in possesso delle buste paga o di altra prova documentale, può instaurare un giudizio ordinario per ottenere l’accertamento del credito e la condanna del datore di lavoro al pagamento. 

Altra previsione di favore riguarda le tasse e le altre spese del giudizio.

Per i lavoratori che hanno un reddito familiare complessivo inferiore ai 35 mila euro, tutte le spese e tasse sono esenti.

In questi casi basterà produrre una autodichiarazione.

Inoltre, qualora al termine della procedura giudiziale di recupero del credito emerga che il datore di lavoro è insolvente, il lavoratore dipendente può richiedere il pagamento del TFR e delle ultime tre mensilità al Fondo di Garanzia dell’INPS.

Se hai ancora dei dubbi o hai bisogno di un professionista per recuperare subito lo stipendio e/o il TFR, scrivici. Ti aiuteremo, siamo gli esperti del recupero dello stipendio.

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